Exarco Associazione

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Psicologi Psicoterapeuti Milano, primo colloquio gratuito

Approfondimenti

16.03.2018

Abitare le menti

999. Una collezione di domande sull'abitare contemporaneo è la mostra che si svolgerà a Milano, al Palazzo della Triennale, dal 12 Gennaio al 2 Aprile 2018.

Un progetto innovativo che chiama in campo professionisti di varie aree disciplinari ad esprimere il loro contributo, invitando i visitatori a fare esperienza di una realtà complessa, multiforme e con molti livelli di espressività, com'è quella dell’abitare. Al centro c'è la casa, come spazio fisico abitativo ma anche come realtà simbolica che apre a molti significati legati alla dimensione dell'abitare. Su questo sfondo, la nostra partecipazione riguarda il desiderio di avvicinare il pubblico ad esplorare la propria realtà emozionale in continuità col tema proposto.

Come professionisti attivi nel campo delle relazioni umane, ci siamo interessati alla dimensione psicologica che coinvolge ogni persona nel rapporto con la propria realtà abitativa. In ambito architettonico, è già nota l'influenza che gli spazi vitali (privati e pubblici) hanno sul benessere psicologico degli individui. Tuttavia, nessuno spazio esterno può essere esperito prescindendo da quello interno. Quando progettiamo una casa, quando con la fantasia immaginiamo di farlo, o di vivere in un certo luogo, questo posto è anche già la rappresentazione di uno spazio interno. In base ai vissuti soggettivi infatti, ognuno sentirà diversamente l'esperienza dell'abitare: le città, i quartieri e le case si trasformeranno in molti luoghi come castelli, rifugi, campi di battaglia o di fiori e ancora altro.

Delle 999 domande pervenute nel contenitore della mostra, ne abbiamo selezionate alcune a cui abbiamo cercato di dare la nostra risposta. Durante l'evento, inviteremo chi ci verrà a trovare a fare altrettanto, a pensare e a condividere la sua risposta perché da quest'incontro di esperienze nascano per tutti nuove domande o il ricordo di un pomeriggio piacevole.

Vi aspettiamo Domenica​ 25 Marzo dalle 15:00 alle 18:00 Palazzo della Triennale, ​Viale Alemagna 6 – 20121 Milano

 

In collaborazione con: Impact Hub e la Triennale di Milano

http://www.triennale.org/mostra/999-una-collezione-di-domande-sullabitare-contemporaneo/


05.03.2016

"Dalla cura al prendersi cura di sé nella malattia cronica: Il caso del diabete"

Dall'intervento della dott.ssa M.Dittrich
5 marzo 2016 presso Teatro Litta - Milano

Quando una persona ha scarsa cura di sé, della propria salute perché non segue le cure prescritte in caso di patologia o non cura l'alimentazione, la forma fisica e il benessere generale, la prima cosa che mi chiedo è perché quella persona si sta lasciando andare, perché non riesce o non vuole prendersi cura di se.

La mancata ‘compliance' alla cura come dicono i medici, ovvero lo scarso adeguamento alle prescrizioni cliniche molto spesso non è una questione di ‘disobbedienza' o di distorta comprensione rispetto alle modalità di comportamento più utili da tenere. 

Se si entra un po' in confidenza con quella persona infatti si scopre facilmente che la motivazione può dipendere dalla scarsa accettazione emotiva della diagnosi oppure dal fatto che il periodo di vita è particolarmente problematico e da sola non riesce a trovare gli strumenti per gestire la complessità legata alla malattia, declinata nelle varie situazioni di vita (lavoro, coppia, ecc.)

Questo avviene molto spesso proprio quando viene comunicata la diagnosi di diabete, che può essere considerata una delle malattie croniche per eccellenza; questa ‘informazione' obbliga a riorganizzare il proprio stile di vita e quello delle persone vicine, introducendo un limite che prima non c'era e che condiziona la libertà di movimento e di libera scelta.

Il processo di accettazione non è scontato e la persona può transitare da un periodo in cui la rabbia per quella che sente come un'ingiustizia ad opera del destino, la fa da padrona.

Quindi è l'atteggiamento nei confronti della malattia che cambia profondamente; il modo in cui la persona riesce a gestirla e quindi lo stato di equilibrio e di benessere raggiungibile.

Parlare di sentimenti ed emozioni può non essere facile; motivo per cui il dialogo sulla cura e con i curanti a volte si limita al piano ‘tecnico' e razionale. Il ‘grumo' di emozioni in gioco nella relazione con le persone più vicine, può non consentire di trovare le parole per lasciarsi andare alla confidenza, alla comunicazione. L'intervento di un terapeuta che conosca questi fenomeni e che sappia entrare in punta di piedi in questo mondo  può veramente fare la differenza, in termini di possibilità di aiutare a ritrovare una buona qualità di vita.

Dare un senso a ciò che ci accade o ci è accaduto, come parte del nostro percorso di vita consente di trovare una maggior libertà interiore per cambiare cercando un assetto nuovo centrato su di sè, a volte anche migliore di quello precedente alla diagnosi, perché più consapevole.


12.05.2015

Genitori in regia

Diventare genitori, si sa, non si impara nella vita finché non si diventa realmente mamma e papà. La relazione con il bambino si trasforma nell'unica reale possibilità di apprendimento per essere genitori. Si tratta di un passaggio evolutivo fondamentale nella vita di un uomo e di una donna che comporta per ciascuno di essi e per la coppia nuovi investimenti, entusiasmi e interessi. A questi tuttavia, talvolta si accompagnano timori, insicurezze, sentimenti di incompetenza e inadeguatezza che possono generare una sofferenza per ciascuno dei due genitori e nuove tensioni all'interno della relazione di coppia. 

Non sempre è possibile riconoscere la natura dei propri affetti e comprendere come essi ci condizionano sia a livello individuale che nella relazione con il partner. La nascita di un figlio è un evento naturale ma al contempo eccezionale. Per questa  ragione i bambini sono stati spesso protagonisti privilegiati del grande schermo e a loro fianco i genitori.

Il cinema ci rende spettatori, ma quante volte ci sentiamo dentro quelle storie come se facessero parte della nostra?

Genitori in regia


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