Exarco Associazione

Exarco Associazione

Psicologi Psicoterapeuti Milano, primo colloquio gratuito

Sentirsi al sicuro, a scuola e non solo

 

Dal punto di vista sociale, economico e sanitario viviamo oggi una condizione di grande incertezza che paralizza i progetti circa il futuro e incatena il presente in una bolla di ansia.

Anche la scuola sta vivendo una fase particolarmente difficile.

Nei dibattiti, siano essi a carattere scientifico, politico, mediatico o popolare, impera l’interrogativo se convenga tenerla aperta o chiuderla.

“Si sente troppo la presenza del COVID tra le mura della scuola” denunciano gli insegnanti, dando voce a un vissuto che è di molti. Raccontano del timore di sbagliare le procedure, del senso di solitudine e di mancanza, della fatica di trovare un nuovo modo di fare scuola che sappia tenere il legame anche attraverso la distanza.

I bambini e i ragazzi hanno a che fare con nuovi limiti imposti al corpo, chi più direttamente perché vive la lezione attraverso lo schermo di un pc, chi più indirettamente attraverso i filtri imposti dalle mascherine: “posso toglierla per parlare con te?” domandano gli studenti allo sportello d’ascolto.

I genitori chiedono quali siano le parole giuste per spiegare ai propri figli perché la loro classe viene improvvisamente chiusa e se si rischia il ripetersi di ciò che è già accaduto a febbraio quando le porte delle scuole si sono chiuse per non riaprirsi per tutto l’anno scolastico.

Questo importante stato di incertezza che coinvolge tutti i protagonisti della scuola va sicuramente riconosciuto. Ognuno ha in fondo a che fare con la gestione di un trauma non determinato però da ciò che accade dentro la scuola, bensì da ciò che accade fuori e cioè dalla diffusione di una malattia molto infettiva che ha alterato gli scambi relazionali, le condizioni lavorative, la quotidianità.

Se però di fronte al trauma la naturale reazione è quella di proteggersi, di chiudersi, una delle migliori risposte di cui possiamo disporre è invece rappresentata dall’imparare ad aprirsi alle proprie emozioni, sentirle, raccontarle, a sé stessi e se possibile anche agli altri, legittimare la loro esistenza.

La crisi, così forte e potente, può così diventare occasione per far emergere ciò che viene da dentro: la sofferenza, ma anche la vulnerabilità che ci permette di essere più sensibili e quindi più in contatto con ciò che ci circonda.

Essere in ascolto con sé stessi rappresenta un’apertura che ci insegna a sentirci al sicuro, per affrontare il fatto che al sicuro lo si è raramente nella propria vita.

Contattataci compilando il form per saperne di più.

Questo sito utilizza i cookies. Continuando la navigazione acconsenti al loro impiego. Clicca qui per maggiori dettagli.

Ok